mercoledì 12 settembre 2012

Helter Skelter

Charles Manson e i Beatles, le parole "helter" e "skelter" sono spesso associate a queste due icone, due icone che hanno superato la loro dimensione e si sono reimposte nell'immaginario popolare, spesso senza conoscerne la storia o solo una versione fittizia e creata dai media della stessa.
Negli anni '60 Andy Warhol prese gli elementi pop e li tolse del loro contesto depotenziandoli, cosa che spesso viene fatta pure oggi con questi soggetti, in fondo si trovano persone con maglie dei Pink Floyd dei Ramones senza che sappiano sul serio chi sono o che cosa rappresentino. Sempre Warhol parlava dei 15 minuti di gloria che sarebbero toccati a tutti, ma questo 50 anni fa, ora le cose si sono invertite, un'immagine virale non ha più l'obiettivo di svilire i suoi significati ma anzi, sembra quasi al contrario, prendere questa immagine ed amplificarla, renderla curiosa, interessante, ne sanno qualcosa i veri eredi, artisticamente parlando, di Warhol, i vari Banksy, Obey Giant,... che tramite un'immagine hanno creato un mito, si sono costruiti mettendo in giro un'immagine standardizzata e riprodotta in serie, creando curiosità, mostrando il loro simbolo sempre e comunque non hanno fatto altro che imporsi.
Per non parlare poi dei minuti di gloria, di come oggi circondati da telecamere di Orwelliana memoria o di come i cosiddetti Social Network hanno ampliato a dismisura la nostra esposizione, in grado di creare miti in pochi secondi, come Germano Mosconi, Osvaldo Paniccia,... la vera sfida non è più ottenere 15 minuti di visibilità, ma ottenere 15 minuti di silenzio assoluto, di totale distacco da un mondo sempre più sociale e meno personale, ma che non è altro che un sociale fittizio, persone che non si conoscono che possono vedere ogni dettaglio della vita degli altri.
La vera sfida è rimanere anonimi.
E forse questa produzione in serie di determinati miti parrebbe il modo migliore, venti ragazzini con la maglia dei Nirvana cosa sanno del movimento Grunge? Forse questo è l'unico modo per ritornare anonimi, produrre in serie l'immagine di te stesso e decontestualizzandoti, creando una falsa immagina che con grande esposizione mediatica martella di continuo annullandosi.

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